Sotto Venezia

LE TASSE E LE LITI - Nella seconda metà del Quattrocento Ospitaletto fa parte della Repubblica di Venezia, la cui ferrea amministrazione redige i primi documenti amministrativi relativi al paese. E sono quelli in cui cominciano ad apparire anche i primi cognomi degli abitanti : Chiappa, Caj o Calli (Caglio), Guarneri, Gasoli e Torre. I documenti riguardano in genere le liti tra il Comune e i cittadini che non vogliono pagare le tasse. All’epoca i proprietari terrieri erano suddivisi tra i “contadini”, “vicini” o “rustici” cioè quelli che vivevano in paese, e i “cittadini” (o anche nobiles), che invece abitavano a Brescia ma avevano terre in paese. Questi ultimi si rifiutavano di pagare tasse per un servizio del quale pensavano di non usufruire, quello assicurato dai soldati che erano di stanza in paese. Le liti arrivavano prima al Capitano di Brescia e poi, di ricorso in ricorso, fino a Venezia, dove alla fine si decideva che la tassa doveva essere pagata.

Una di queste liti vide la famiglia Guarneri in lite dal 1582 al 1601, con Jacopetto Guarneri che viveva sì in paese ma protestava di godere da almeno cent’anni di un diritto di esenzione, e cercava anche di barare, dichiarando, secondo gli accertamenti della Repubblica, di possedere solo 200 campi, mentre invece la famiglia Guarneri era la maggiore proprietà terriera del paese con 800 campi, contro i 585 dei Guarnera, i 300 di monsignor Lippomani, i 40 della chiesa parrocchiale e i 700 di tutti gli altri messi insieme. Del resto nel Registro generale del podestà veneto di Brescia del 1609-10 quando si trattò di spiegare chi fossero gli abitanti del paese a possedere le terre del paese si limitò a scrivere “Guarneri e molti altri”.

IL REGISTRO - Proprio questo registro del podestà Giovanni da Lezze descrive il paese nei dettagli permettendo di farsi un’idea di come fosse Ospitaletto quattro secoli fa. C’erano 1500 abitanti che formavano 300 famiglie (dette “fuoghi”), le persone abili al lavoro erano 210, mentre gli altri erano bambini e invalidi. Le terre erano “poco buone”, in tutto 1500 piò (classica unità di misura agraria bresciana che corrisponde a circa 3.255 metri quadrati). I campi erano “per metà a gente di Brescia (Odasi, Aleni, Usopini, Guarner) l’altro a gente del paese”, per l’appunto “Guarneri e molti altri”. L’abitato aveva 800 metri di perimetro, mentre il territorio complessivo era grande circa due chilometri per due (non molto più piccolo di adesso). Come attività industriali venivano segnalati “alcuni mulini sulla seriola Castrina a Governato”. Poi c’erano 30 coppie di bovini, 25 di animali da soma, 30 tra carri e carrette, nessuna pecora né capra. Il Comune “ha pocca entrada, la qual cava da alcuni campi”. Insomma niente rispetto al vicino Travagliato, che aveva le stesse dimensioni ma molti più abitanti e mezzi. Tanto è vero che nei documenti il paese viene spesso citato come “la povera comunità dell’Hospedaletto”.

I NOMI - All’epoca veneziana non era ancora diventato definitivo il nome dell’abitato: a volte si diceva Hospedaletto, altre l’Ospedaletto e l’Ospitaletto, sempre con l’articolo. L’H sparirà solo verso la fine del Settecento. Ma ancora nel 1852 i documenti ufficiali riportano a volte Ospedaletto, altre Ospitaletto. E gli abitanti come si chiamavano? Ci si fa un’idea controllando gli elenchi delle tasse relative alla proprietà terriera. C’erano quindi i Guarneri (anche nelle varianti Guarner e Guarnera), i ricchissimi Aletti, Christophoro Marchiò, Gabriel Cai, Zoan Antonio di Baiano, Bernardo della Torre, Antonio di Caij, Jospeho di Gazoli, Hieronimo Bertoletti, Zorzo Pagano. E poi Taijetti, Mazola, Marchioni, de Sarnicis (o di Sarnici, ovviamente da Sarnico), Jo Morando, Piero di Inverardi.

POPOLAZIONE - In due secoli di dominio veneziano Ospitaletto raddoppiò il numero degli abitanti. Le statistiche dicono che nel 1493 erano 530, nel 1565 salirono a 700, nel 1572 raggiunsero quota 1000, nel 1580 era 980 per arrivare nel 1610 a 1500. A questo punto, nel 1630, anche il paese venne colpito dalla peste bubbonica descritta dai “Promessi sposi”, che sterminò un terzo degli abitanti. Tanto che nel 1658 i residenti erano scesi a 1058 e impiegarono due secoli per tornare ai livelli precedente all’epidemia. Ultimo dato “veneziano” è quello del 1792, quando gli abitanti erano 1112.

Riferimenti Normativi

Ultima modifica: Ven, 27/11/2015 - 09:00