L'Ottocento

OSPITALETTO, AUSTRIA - L’inizio dell’Ottocento (per la precisione il 1814) vide Ospitaletto, insieme al resto della Lombardia, venire annesso all’Austria. Un cambiamento che ebbe grande importanza per la storia del paese. La provincia di Brescia venne divisa in 17 distretti, il secondo di quali  ebbe come capoluogo proprio Ospitaletto, anche se aveva meno di 1500 abitanti (meno della metà di Travagliato) e per questo era classificato “Comune di terza classe”. Era comunque riuscito a conquistare uno spazio importante nella vita della zona.
In quanto capoluogo di distretto, il paese ospitava un commissario distrettuale che aveva il compito di vigilare sull’ordine pubblico, sull’applicazione e il rispetto delle leggi sul pagamento delle tasse.  L’amministrazione del comune era affidata a una deputazione triennale e da un Consiglio o "Convocato generale degli estimati" formato da tutti i possidenti terrieri maschi e maggiorenni del paese. Da Ospitaletto dipendevano Castegnato, Paderno, Camignone con Valenzano, Ome, Rodengo con Borbone, Saiano, Travagliato con Pianera, Torbole con Casaglio, Trenzano, Berlingo con Berlinghetto, Cizzago con Marocchina, Comezzano con Breda Franca, Corzano con Bagnano, Meano e Monte Giardino, Corrisano, Lograto, Maclodio.

UN RITRATTO DEL PAESE - Questo periodo è importante perché la precisa burocrazia austriaca prevede che ogni tre mesi i commissari distrettuali inviino a Brescia dei rapporti  per descrivere la situazione de paesi che amministrano. E la lettura di questi rapporti permette di farsi un’idea precisa di come vivessero gli abitanti di Ospitaletto e dintorni nell’Ottocento. Una situazione in cui la maggior parte della gente viveva nella povertà, nell’ignoranza e nella malattia.
Per capire lo stato di salute degli abitanti di Ospitaletto basti pensare che nel 1840 vennero chiamati i coscritti alla leva, 32 in tutto. Di questi, 5 vennero scartati perché troppo bassi, 3 perché “evidentemente deformi”, 9 perché malati e sei perché erano già orfani di padre.  Del resto gli stessi medici non sembrano impegnarsi molto. Secondo i rapporti i dottori “trattano le malattie con indifferenze materialità”, non tengono conto dei sintomi, non curano al letto dell’ammalato il carattere del morbo e in generale si comportano con poca umanità. Per fortuna, si conclude nella “più popolata Travagliato si sta combinando uno spedale per i proprj malati”.
Non parliamo poi dell’istruzione: i maestri comunali, pochi e malpagati, “sono nel maggior numero ignoranti e trascurati”, mentre gli scolari “si perdono per la strada o nei giochi”. Il distretto è interamento agricolo, la gran parte della terra è a prati e coltivazione del lino. Non ci sono “mercati di granaglia” né “attività industriali” e nemmeno “nessun ingente commercio”. L’attività commerciale è esercitata solo per “i consueti bisogni dei paesi di campagna”.

“PERSONE ROZZE” - La gente, dice contento il delegato, “non si interessa di politica e non cova rancori contro gli austriaci”, tranne per “private discussioni e derivanti piuttosto da impulsi personali che da sode riflessibili ragioni”, e il paese “non è affetto da sette qualunque né vi metta piedi venur agente od emissario segreto”. Del resto, scrive spietato il commissario del 1855, a Ospitaletto “come in tutti i paesi rurali gli abitanti sono pressoché nella totalità persone rozze e idiote che si occupano quasi unicamente degli affari materiali della vita, pochissimi sono quelli che prendono vivo interessamento agli oggetti della politica, e anche questi si astengono nei loro discorsi in pubblico dall’esaltare qualsiasi opinione contraria all’attuale ordine delle cose per tema di compromettersi”.

LA SICUREZZA - Ne deriva una situazione della sicurezza perlomeno precaria. Secondo i rapporti la gente si lamenta dell’eccessivo numero di furti e rapine. Nonché del fatto che la giustizia austriaca esige “prove legali” dei delitti commessi, per cui “è facile ai malfattori il salvarsi” grazie alla loro “fine malizia”, quindi si vorrebbe “una diversa criminale procedura”. I reati  più diffusi sono aggressioni ad armata mano e furti domestici, che avvengono soprattutto in autunno e inverno, da parte di “persone prive di stabile dimora, non che alcuni individui delle vallate che discendono alla pianura nell’inverno”. I “forestieri” vengono “dal Genovesato, dal Parmigiano, dalla Valcamonica e dalla Valtelllina”. In ogni caso si insiste perché vengano costruite delle prigioni, visto che quando si arresta qualcuno lo si può tenere solo in un “provvisorio deposito dei detenuti”.

Riferimenti Normativi

Ultima modifica: Ven, 27/11/2015 - 09:02