Il Dopoguerra

Dopo i drammi e le devastazioni delle guerra Ospitaletto riprese il suo sviluppo, uno sviluppo che divenne sempre più veloce. Grazie alla sua posizione, a ridosso delle grandi vie di comunicazione e della ferrovia, a poca distanza da Brescia, Bergamo e Milano (e, come molti sottolineano, nel mezzo del Nord Italia, alla stessa distanza dall’estremità est e da quella ovest), il paese crebbe anche più della media di quelli vicini. I 3.500 abitanti del 1926 divennero i 5.300 del 1946 e i 5.788 del 1958. Molti abitanti del paese cominciarono ad andare a lavorare nelle città vicine, e l’abitato un po’ alla volta cominciò a modernizzarsi sempre più.

   

 UNA FOTO DEL PAESE - A illustrare com’era Ospitaletto nel mezzo del boom economico del dopoguerra un articolo pubblicato dalla “Voce del popolo”, che elenca minuziosamente ogni aspetto della vita cittadina.

Nel 1957 il paese aveva 5.677 abitanti. Le famiglie erano 1.310, di cui ben 107 avevano più di cinque figli,e non mancavano i record, come quello dei coniugi Costante Archetti e Matilde Rota che ne avevano avuti 14, mentre Angelo Fontana e la moglie Rosina Danesi ne avevano dati alla luce 12. I cognomi più diffusi erano Bigotti, Guarneri, Scolari, Radici e Bui. La situazione sanitaria veniva definita “soddisfacente grazie al clima salubre e a un ottimo acquedotto”. All’ospedale di Brescia venivano portati 250 malati l’anno. Al “Ricovero Vecchi Serlini” c’erano 25 persone, all’asilo infantile 200 bambini.
Nelle case si stava affacciando la televisione: i pochi fortunati ad avere una apparecchio tv erano 20,  ai quali si aggiungevano quelli dei bar, in compenso le radio superavano il migliaio. I telefoni privati erano solo 70. In paese c’erano ancora solo le scuole elementari con diciassette maestri, tra i ragazzi più grandi un centinaio studiava a Brescia, gli studenti universitari erano 6.

Un migliaio erano gli operai che facevano i pendolari: i manovali diretti verso Milano, gli operai qualificati verso Brescia. In compenso in 400 (soprattutto donne) venivano da fuori per lavorare nelle imprese del paese. Molto alto il numero dei disoccupati, calcolato in 200-250. Forse per questo quaranta cittadini erano emigrati in Svizzera. Erano state rilasciate 38 licenze per ambulanti (soprattutto per latticini e mercerie), 89 per il commercio fisso, 23 per pubblici esercizi e 5 per alberghi (durante le Mille Miglia molti concorrenti prendevano alloggio all’albergo Roma animando la vita dell’intero paese). A Ospitaletto nel 1957 c’erano 145 auto, 28 autocarri, 30 motocicli e 110 cani, tutti registrati in Comune con pagamento delle relativa tassa.

LAVORI IN CORSO - In tutto questo fermento continuarono i lavori di modernizzazione del paese. Nel 1951 cominciarono i lavori per nuovo cinema-teatro parrocchiale e del circolo ricreativo Acli, inaugurati poi nel 1953. Nel 1974 venne inaugurato il nuovo municipio che ospitava anche la biblioteca, la farmacia comunale (aperta però due anni dopo) e l’ufficio postale. Nel 1975 toccò alla piscina coperta.

Nel 1976 arrivò a Ospitaletto il primo computer: era un elaboratore Ibm S/34 in dotazione al nuovo Centro elettronico comunale. Nello stesso anno aprì la nuova scuola materna statale e due anni dopo la nuova sede della Casa di riposo. Alla fine degli anni Settanta vennero terminati il centro polisportivo campi da tennis, pallavolo, pallacanestro e palestra, venne creata la rete di distribuzione del metano, venne scavato il nuovo pozzo per sconfiggere la cronica carenza d’acqua dei mesi estivi, venne realizzato il nuovo depuratore. Insomma, era partita quella macchina che ha fatto Ospitaletto quello che è oggi.

Riferimenti Normativi

Allegati

Piazza Roma anni 40

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Piazza Roma anni 50

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Piazza Roma oggi

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Piazza Roma - Via Brescia anni 30

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Piazza Roma - Via Brescia oggi

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San Rocco anni 30

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San Rocco oggi

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Ultima modifica: Ven, 27/11/2015 - 09:19